Grazie Paola! Ovvero: sono senza parole.

Sono stata vittima di un potente attacco di dermatite atopica.
Per chi non avesse mai avuto la sfiga di averci a che fare, posso dire che è come se sotto la pelle spingessero infinite spine.
La voglia di grattarsi, anzi, scarnificarsi, è irrefrenabile e ci si ritrova grondanti di sangue, come se finiti in mezzo ad un branco di gatti randagi infuriati.

 

Vari metodi, varie creme, fallimento TOTALE.

 

Ero disperata, poi una mia (ormai ex) collega di lavoro, impietosita dal mio stato osceno, fa coming out: anche lei è stata vittima di questa tortura.
E… ne è uscita!

 

Come?

 

Indovinate un po’… con una stracavolo di crema da meno di cinque euro acquistabile al supermercato (Nivea Soft).
E un velo di crema cortisonica, ovvio, ma la Nivea l’ha aiutata e l’aiuta contro le ricadute.

 

Cioè.

 

Ho speso soldi.
Ho speso tempo.
Ho consultato medici.
Ho provato creme costose a go go.

Sempre fallendo.

E bastava una cremuzza da popolino.
Provata, funziona.

Da non crederci.

Vabbeh, grazie Paola.
Grazie davvero.

E spero che questa crema dei poveri possa dare sollievo ad altri sventurati che si ammazzano di prurito notte e giorno senza sosta.

L’Origine del male ovvero Facebook

Quando dico che non ho Facebook la gente fa quell’espressione che farebbe se comunicassi loro che mi nutro abitualmente di muschi e licheni (cosa che non faccio, per la cronaca).

Mi chiedo, è così importante quel social network?
Ogni volta che mi pongo tal domanda, la risposta è sempre la stessa: un secco NO.

Perché allora la gente si sente obbligata a partecipare?

Credo sia una di quelle domande escatologiche che non abbiano una vera e propria risposta.