Il mistero della tracciabilità del panettone, ovvero: si stava meglio quando si stava peggio anche se i treni arrivano ugualmente in ritardo

Immaginate la scena: stessa borsa, stesso cappotto, nessuno se n’è accorto.
Sono passati cinque anni e siamo ancora lì, a ridere e chiacchirare.
Oh Bologna! Quanto mi manca il periodo in cui ti attraversavo, ingenua e spensierata, quando il mio problema più serio era trovare posto in aula computer perché avevo appuntamento in chat con le amiche con le quali dovevo assolutamente discutere del tal manga!
Tutto è diverso, tutto è uguale.
La stazione, i barboni.
Non ci sono più i punkabbestia, la Feltrinelli é ancora lí e come al solito usciamo senza comprare nulla.
Il telefono squilla, è mia mamma. Ma non è come allora perchè non è lei che vuole sapere quando torno, bensì i miei bambini.
E si parla di chi non c’è, di chi si è perduto.
A volte la vita fa così.
Poi ci si ritrova adulti, tre birre, una piadina e un tè. E siamo sempre noi, nonostante tutto.