AAA cercasi assunzione di responsabilità, anche di seconda mano. Ovvero: quanto dobbiamo aspettare prima che l’arrampicata sugli specchi diventi disciplina olimpica?

Non so se ve ne siete accorti, io sì, fatto sta che nessuno (se non rare eccezioni) ammette di aver sbagliato e (caso ancora più remoto) chiede scusa.

Credo che la tendenza a negare l’evidenza/ scaricare la colpa su altri sia intrinseca nel DNA umano.

Ma partiamo dal principio.
Sì, partiamo proprio da Adamo ed Eva.
La storia la conosciamo tutti, forse quello che non abbiamo mai notato è che nessuno dei due pronuncia la fatidica frase “Ho fatto una boiata colossale, scusa.” ma si prodigano in un roccambolesco scaricabarile che, tramandandosi di generazione in generazione è di un’attualità pazzesca.

Non è colpa mia, è stata Eva.
Non è colpa mia, è stato il serpente.

Oggi possiamo ritrovare le stesse parole in “Non è colpa mia se l’ho violentata, è lei che mette la gonna troppo corta”
E ancora “Non è colpa mia se ho rubato, lo fanno tutti”
Con le dirette derivazioni: “Non è come sembra” “È tutta una montatura per danneggiarmi” “Non ci vedo nulla di male” “Era consenziente” “Chiedo la perizia psichiatrica” eccetera eccetera eccetera.

Lo sentite anche voi questo stridìo?

Basterebbe solo un “Ho fatto una sciocchezza, scusate” per salvare il salvabile.

Se si è nel torto, perché continuare a insistere del contrario?
Credo che se chi sbaglia dicesse la verità sinceramente, ammettendo le proprie miserie che SONO COMUNI A TUTTI GLI ESSERI UMANI, le cose (se risolvibili) starebbero in maniera diversa, un po’ in tutti i campi.
E comunque: le debolezze umane NON SONO UNA GIUSTIFICAZIONE per un comportamento scorretto, ma ammettere i propri errori sono un piccolo primo passo.
Il secondo è il pentimento sincero, seguito dal desiderio di rimediare in qualche modo.

Ma forse chiedo troppo.

Quando la realtà è peggio di una soap, ovvero O_O””””

*parte la sigla*

Adesso che siete entrati nel clima giusto, possiamo iniziare.

C’era una volta una ragazza che scriveva su EFP e non solo.
Questa ragazza aveva stretto tante amicizie, aveva un blog, partecipava ai socialnetwork e alle varie iniziative in giro per il web.
Nessuno l’aveva mai vista e nessuno avrebbe mai potuto sospettare che fosse un FAKE, finché un bel giorno vene messa in giro la voce che in realtà era una famosa giornalista  della sua morte.

La gente è impicciona, si indagò e vennero fuori particolari sempre più interessanti come un bollino SIAE con il nome della famosa giornalista sul libro della ragazza in questione il fatto che nessuno, nel paesello in cui la ragazza aveva sempre detto di abitare, sapeva di una ragazza morta di cancro in quel periodo.

Per chi non l’avesse capito, sto parlando del caso Lara Manni Kar85 che impazzò su EFP ormai parecchi anni fa.

Cioè gente, ci vuole parecchio impegno per metter su un fake fatto bene.
Bisogna essere superattenti ad ogni dettaglio, ma non solo.
Di fatto, è come essere una seconda persona e non so voi, ma io di tempo per gestire la mia unica identità che è questa, ne ho davvero pochissimo, figuriamoci due!
Per questo credo che un fake non sia mai mosso da una persona sola ma da un gruppo. Diciamocelo, chi ha il tempo per vivere due vite parallele contemporaneamente?
Di stare on line 24/7 sia con l’identità ufficiale e con quella del fake?

Però qui parliamo di un sito frequentato principalmente da studenti delle superiori e dell’università, categorie di persone che di tempo da buttare in teoria non l’avrebbero ma in pratica… beh, abbiamo avuto tutti vent’anni, no? Anche io a quell’età facevo le tre di notte su MSN…

Perché un FAKE è una roba da bambini cresciuti: gente che ha l’intelligenza per creare un personaggio fittizio MA non ne ha abbastanza per capire che è una minchiata perdita di tempo inutile.

Che differenza corre tra usare uno pseudonimo e un fake?
Semplice: lo pseudonimo sei tu nascosto, il fake è una sfilza di panzane a raffica come quella del “non serve avere appoggi per pubblicare con le grandi case editrici, guarda me!”.
Una bella differenza, come potete notare.

Ma, come ho già scritto, questi sono giochini scemi per young-adult annoiati.
O no?